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Viste

Le griglie sul gestionale

La consultazione di routine non è una conversazione: è una griglia. I miei ordini aperti, le consegne della settimana, gli articoli sotto scorta. Si definisce una volta e diventa una voce di menu, con il suo nome in sei lingue.

Il problema

Chiedere ogni volta all'assistente «dammi gli ordini aperti» è come chiedere l'ora a un collega invece di guardare l'orologio: funziona, costa una domanda, e la risposta non si può ordinare né esportare. Ma aprire il gestionale per una lista significa una licenza in più, una maschera che pretende mestiere e — per un cliente esterno — un accesso che non gli si vuole dare.

Come funziona

Una vista pubblicata è una griglia sui dati vivi del gestionale, con le etichette scritte nelle parole dell'azienda.

La vista «Ordini di vendita» su un gestionale SyteLine di prova: filtri per colonna, ricerca sulle righe caricate, esportazione, e la fascia che dichiara quando il risultato è parziale.
La vista «Ordini di vendita» su un gestionale SyteLine di prova: filtri per colonna, ricerca sulle righe caricate, esportazione, e la fascia che dichiara quando il risultato è parziale.

Sulla griglia si lavora davvero: si filtra colonna per colonna, si ordina, si chiede un altro scaglione di righe al gestionale, si esporta in CSV quello che si sta guardando — con i filtri applicati e le stesse colonne. Le viste hanno una piccola cache, e la testata lo dice («in cache»): Aggiorna rilegge dal gestionale.

Ogni vista è una voce di menu

Chi pubblica una vista decide anche dove sta nel menu: la sezione (Acquisti, Anagrafiche, Area cliente, Magazzino, Vendite...), l'icona e il titolo in ogni lingua del portale. Le sezioni delle viste seguono quelle della suite, e una vista appena pubblicata compare senza uscire e rientrare.

La voce «Tutte le viste» è l'indice: a sinistra le viste raggruppate per sezione, a destra la griglia di quella aperta. Chi entra invece dalla voce di menu di una vista trova solo la griglia.
La voce «Tutte le viste» è l'indice: a sinistra le viste raggruppate per sezione, a destra la griglia di quella aperta. Chi entra invece dalla voce di menu di una vista trova solo la griglia.

Chi arriva da Tutte le viste ha l'elenco a lato e cambia vista con un clic; chi arriva dalla voce di menu della vista ha già scelto, e la pagina mostra soltanto la griglia. Vale per tutti: amministratori, operatori, clienti e fornitori.

La riga si apre sul suo dettaglio

Se la vista lo prevede, il clic su una riga apre sotto la griglia il suo dettaglio: dall'ordine alle righe, dalla riga alle spedizioni. Ogni livello si apre solo quando lo si chiede, così il gestionale non viene interrogato per informazioni che nessuno sta guardando.

La testata resta dov'è, con la riga aperta evidenziata: sotto, le righe di quell'ordine. Il riquadro dice sempre di quale ordine si tratta, e la × lo chiude.
La testata resta dov'è, con la riga aperta evidenziata: sotto, le righe di quell'ordine. Il riquadro dice sempre di quale ordine si tratta, e la × lo chiude.

Si crea guardando il gestionale, non a memoria

Una vista si crea dalla pagina Viste pubblicate, con il pulsante Nuova vista oppure con Crea con l'assistente: non c'è una voce di menu per la creazione, perché si crea da dove si vedono le viste che ci sono già. La procedura guidata ha sette passi: legge l'elenco delle entità dal gestionale stesso, propone le colonne con le etichette del dizionario, prova il filtro, dichiara chi la vedrà (i ruoli si scelgono da un elenco, non si scrivono), permette di aggiungere i dettagli, chiede la voce di menu in ogni lingua e mostra l'anteprima con i dati veri prima di pubblicare.

Il primo passo della procedura: in cima il riquadro per descrivere la vista a parole, sotto le entità che arrivano dal gestionale — qui 3.863 — con la ricerca che restringe l'elenco mentre si scrive.
Il primo passo della procedura: in cima il riquadro per descrivere la vista a parole, sotto le entità che arrivano dal gestionale — qui 3.863 — con la ricerca che restringe l'elenco mentre si scrive.

Nello stesso primo passo si può descrivere la vista a parole«gli ordini cliente aperti, con numero, cliente, data, importo e stato» — e lasciare che il portale cerchi l'entità giusta, scelga le colonne fra quelle che esistono davvero e scriva il filtro. Quello che nasce è una bozza come un'altra: si arriva al passo Colonne con tutto già spuntato, si guarda, si corregge, si pubblica a mano.

La richiesta scritta nel riquadro e il pulsante che chiede la proposta. La nota sotto lo dice: la proposta è una scorciatoia, mai un'autorità.
La richiesta scritta nel riquadro e il pulsante che chiede la proposta. La nota sotto lo dice: la proposta è una scorciatoia, mai un'autorità.

Quello che l'assistente propone viene verificato prima di comparire: le colonne esistono davvero in quell'entità, il filtro è scritto nella sintassi del connettore e usa solo colonne che la griglia mostra, i ruoli sono quelli del tenant. Se il gestionale non ha un archivio che risponde alla richiesta — o se l'entità trovata non ha i campi per farlo — l'assistente lo dichiara invece di proporre l'entità più somigliante: una vista costruita sull'archivio sbagliato sembra giusta, e chi la legge non se ne accorge. Ogni richiesta consuma token, e il cruscotto Consumi li conta.

Le viste pubblicate: in barra «Nuova vista», «Crea con l'assistente», «Esporta» e «Importa». La casella «Attiva» spegne una vista senza ripubblicarla, e il clic su una riga la riapre nel suo designer con tutto già compilato.
Le viste pubblicate: in barra «Nuova vista», «Crea con l'assistente», «Esporta» e «Importa». La casella «Attiva» spegne una vista senza ripubblicarla, e il clic su una riga la riapre nel suo designer con tutto già compilato.

Si modifica riaprendola, si sposta con un file

Il clic su una vista pubblicata riapre la procedura guidata con tutto compilato: entità, colonne e etichette, filtro, destinatari, dettagli, voce di menu in ogni lingua. Si cambia ciò che serve e si preme Pubblica la nuova versione: fino a quel momento chi la sta usando continua a vedere la versione di prima. Il codice della vista è la sua identità: cambiarlo crea una vista nuova e lascia la vecchia dov'è — è il modo per farne una variante.

Una vista si porta da un'azienda all'altra con Esporta e Importa: il file contiene la definizione, e all'importazione si apre nel designer senza pubblicare niente. Le colonne che nel gestionale di arrivo non esistono restano in elenco, e la pubblicazione le rifiuta dicendo quali.

Perché una vista è un metadato e non una pagina. Se ogni consultazione fosse una pagina, ogni consultazione nuova sarebbe uno sviluppo, un rilascio e un collaudo. Essendo una definizione versionata, una vista nuova è una configurazione che si pubblica in dieci minuti — e la versione pubblicata non cambia sotto i piedi di chi la sta usando: si pubblica una versione nuova, e chi guarda continua a vedere quella di prima finché non ricarica.

Chi vede che cosa

Il destinatario si dichiara al momento della pubblicazione: ruoli interni, e — se serve — clienti o fornitori. Per una vista aperta a una controparte esterna la colonna che porta il suo codice è obbligatoria: senza, la pubblicazione non prosegue. Non è un avviso, è un rifiuto.

E il filtro vale su ogni livello: anche il dettaglio di una riga è filtrato sul codice di chi guarda, perché il legame con la riga di sopra non basta a garantire che un cliente veda solo le sue consegne. Un esterno senza controparte associata non vede nessuna vista, e l'elenco glielo dice.

Che cosa se ne ricava

I limiti dichiarati