nexuscome funziona

Documenti letti

I campi che arrivano già compilati

Un documento che arriva in azienda contiene già quasi tutto quello che serve. Nexus lo legge e propone i campi della richiesta: chi lavora verifica invece di ricopiare, e vede da quale passaggio del documento viene ogni valore.

Il problema

La fattura del fornitore ha il numero, la data, l'imponibile, il totale e — da qualche parte — il riferimento alla commessa. Ricopiare quei cinque valori richiede trenta secondi e produce, ogni tanto, un errore che si scopre tre settimane dopo in contabilità.

Peggio: quando il documento è una scansione, dentro non c'è testo, solo pixel. Il processo automatico a monte non può fare niente, e la richiesta arriva alla persona vuota, con il solo documento allegato.

Come funziona

La richiesta può nascere con il solo documento. Nexus lo fa leggere, e i campi si presentano già compilati: accanto all'etichetta c'è una spunta verde, e sotto il campo la frase esatta del documento da cui il valore è stato preso.

La stessa fattura vista prima, adesso letta: cinque campi proposti, ognuno con la sua citazione. Il riferimento di commessa è illeggibile anche per la lettura automatica — «C0M-2026-??» — ed è esattamente la decisione che resta alla persona.
La stessa fattura vista prima, adesso letta: cinque campi proposti, ognuno con la sua citazione. Il riferimento di commessa è illeggibile anche per la lettura automatica — «C0M-2026-??» — ed è esattamente la decisione che resta alla persona.

Tre cose da guardare in questa schermata:

  1. La spunta è un segno, non un cartello. Su una maschera con dieci campi letti, dieci pastiglie «letto dal documento» raddoppierebbero l'altezza della scheda e spingerebbero la decisione sotto il bordo. La spunta sta accanto all'etichetta e non occupa una riga.
  2. La citazione si può spegnere per campo. Dove serve verificare — un importo, un codice — resta; dove il valore è ovvio si toglie, e la scheda si accorcia.
  3. Un valore toccato smette di essere proposto. Appena la persona lo corregge, la spunta sparisce: da quel momento quel campo è suo.

Anche le righe, con la somma controllata

Quando il caso d'uso dichiara una tabella di righe, la lettura la riempie e dichiara il conto: quante righe ha riconosciuto e se la loro somma quadra con il totale scritto sul documento. Una riga saltata si vede dallo scarto, invece di passare inosservata.

Perché il controllo è per campo e non sul documento intero. Un controllo che si limita a chiedere «questo numero compare nel documento?» risponde di sì per l'imponibile, per l'IVA e per il totale: e un modello che riporta l'IVA al posto del totale passa indisturbato. Per questo ogni valore porta dove è stato letto, non solo che è stato letto: è l'attribuzione sbagliata il difetto che il controllo per valore non può vedere.

Chi decide che cosa si legge

L'istruzione di lettura è parte della definizione del caso d'uso, campo per campo: «il totale con l'IVA, non quello di riga». Si scrive una volta, in inglese perché è un'istruzione al modello e non un testo che qualcuno leggerà, e vale per tutte le richieste di quel tipo.

I casi d'uso pubblicati: la lettura documentale è una sezione della loro definizione, non un programma a parte.
I casi d'uso pubblicati: la lettura documentale è una sezione della loro definizione, non un programma a parte.

Che cosa se ne ricava

Nella sezione Valore del cruscotto, la lettura dei documenti ha le sue due righe: proposto e rimasto.
Nella sezione Valore del cruscotto, la lettura dei documenti ha le sue due righe: proposto e rimasto.

I limiti dichiarati